musica antica

  Musica da camera con chitarra

 "La chitarra è una piccola orchestra, uno strumento adatto sia ad accompagnare la voce che a figurare in molti brani strumentali, così come per eseguire pezzi solistici di maggiore o minore complessità e a più parti, che possiede un indubbio fascino quando suonato da veri virtuosi..
Dalla introduzione del pianoforte in tutte le case dove esiste un interesse per la musica la chitarra è usata con meno frequenza, tranne che in Spagna e in Italia...Tuttavia il suo carattere malinconico e sognante dovrebbe più spesso potersi dispiegare..."

Così Hector Berlioz, nel suo Grand Traité d'instrumentation e d'orchestration modernes (Parigi, 1843) descrive efficacemente in poche righe le caratteristiche salienti del nostro strumento, lasciando intuire la grande popolarità da esso goduta sino a pochi anni prima e deplorando il declino al quale  il prevalere del pianoforte nella musica da camera e da salotto lo stava condannando.
Quando Berlioz andava componendo il suo trattato erano mancati da poco i grandi chitarristi - virtuosi soprattutto italiani che avevano fatto conoscere ed amare la chitarra in tutta Europa, e per lo strumento che egli amava e praticava da eccellente "dilettante" iniziava un periodo di parziale oblio che sarebbe durato sino agli inizi del Novecento.

                 


Il Centro di Musica Antica propone alcuni concerti di musica da camera con chitarra che testimoniano della popolarità di cui lo strumento godette in tutta Europa soprattutto nei decenni a cavallo tra Sette ed Ottocento, periodo nel quale fu uno tra gli strumenti prediletti (per la relativa facilità d'uso, il costo e le dimensioni contenuti) negli intrattenimenti famigliari e nelle Accademie.


Nei vari concerti vengono utilizzati strumenti coevi alle musiche eseguite: chitarre di Gaetano Guadagnini (Torino 1834), Cabasse (Parigi, ca 1840) e Fratelli Rovetta (Bergamo 1817)